PappaChiara

Glossario

Gli ingredienti del cibo per cani e gatti, spiegati.

Pollo, mais, piselli, polpa di barbabietola, olio di pesce: cosa significano davvero le voci che leggi in etichetta? Per ogni ingrediente comune del petfood spieghiamo cos'è, a cosa serve, quanto è specifica la dicitura e cosa si può davvero dedurre dall'etichetta. Un nome preciso aiuta a interpretare la composizione, ma non dimostra da solo la qualità dell'alimento.

Come si legge la lista degli ingredienti

La lista degli ingredienti (o "composizione") è la parte più onesta di un'etichetta: per legge gli ingredienti sono elencati in ordine di peso decrescente, misurato prima della cottura. Quello che compare per primo è quindi presente in quantità maggiore. È il motivo per cui l'ordine conta più delle immagini sul fronte del sacco.

La distinzione più utile è tra ingredienti nominati e ingredienti generici. "Pollo", "riso", "salmone" dicono con precisione cosa c'è nella ciotola; diciture come "carni e derivati", "cereali", "oli e grassi" o "derivati di origine vegetale" sono categorie ampie che non specificano la fonte: sono a norma di legge, ma meno trasparenti. Non significa automaticamente "cattivo", ma un produttore che nomina gli ingredienti ti sta dando più informazioni per scegliere.

Un'ultima insidia: la percentuale. "Ricco di pollo" può voler dire pochi punti percentuali, e un ingrediente diviso in più voci (per esempio diversi cereali) può risultare "più in basso" in lista pur pesando molto sul totale. Nelle schede qui sotto trovi, ingrediente per ingrediente, cosa guardare senza farti trarre in inganno.

Proteine animali

12 ingredienti

Sono il cuore nutrizionale di un alimento: forniscono gli aminoacidi essenziali e, nel gatto, sono indispensabili (il gatto è un carnivoro stretto). La regola pratica è preferire una fonte nominata — "pollo", "salmone", "manzo" — a una generica come "carni e derivati": sapere quale animale c'è nella ciotola rende l'etichetta più specifica, senza certificare da solo quantità, qualità o digeribilità.

Cereali

4 ingredienti

Non sono il nemico che il marketing "grain free" racconta: cotti e ben lavorati sono una fonte di energia digeribile. Contano la qualità e la trasparenza — "riso" o "mais" nominati dicono più di un vago "cereali" — e restano un problema reale solo per il singolo animale allergico a quello specifico cereale.

Legumi

1 ingrediente

Piselli, lenticchie e ceci sono entrati nelle ricette soprattutto con le formule senza cereali. Portano proteine vegetali e amido: utili, ma da leggere con occhio critico quando "gonfiano" la percentuale di proteina totale con proteina vegetale al posto di quella animale.

Vegetali e frutta

6 ingredienti

Verdura e frutta compaiono spesso in piccole quantità, per fibra, antiossidanti e appeal in etichetta. Qualche voce è sostanza (i semi di lino per gli omega-3), altre sono più immagine che apporto reale: la loro posizione nella lista, in ordine di peso, aiuta a capire quanto pesano davvero.

Grassi e oli

4 ingredienti

I grassi non sono da temere: sono energia concentrata e veicolano gli acidi grassi essenziali per pelle e mantello. Anche qui vale la trasparenza — "olio di pesce" dice più di "oli e grassi" — e la fonte degli omega-3 fa la differenza sulla qualità.

Fibre e prebiotici

2 ingredienti

Fibre come la polpa di barbabietola e prebiotici come i FOS sostengono la regolarità intestinale e nutrono la flora batterica. In piccole dosi sono un valore aggiunto, non un riempitivo per "fare volume".

Minerali

2 voci

Ogni alimento completo integra minerali e oligoelementi — calcio, fosforo, zinco, rame — per coprire i fabbisogni. In etichetta compaiono tra gli additivi nutrizionali: sono essenziali, non un difetto.

Additivi e numeri E

Oltre agli ingredienti veri e propri, in etichetta trovi gli additivi. Quelli nutrizionali — vitamine, oligoelementi (zinco, rame, manganese, ferro, iodio, selenio) e aminoacidi come taurina e metionina — servono a rendere l'alimento completo e bilanciato. Non hanno un numero E e non vanno confusi con gli additivi "chimici": la taurina, per esempio, è fondamentale per il gatto.

I numeri E identificano invece gli additivi tecnologici (conservanti, antiossidanti, coloranti, appetibilizzanti). La loro presenza non è di per sé un male — un antiossidante evita che i grassi irrancidiscano — ma un produttore che dichiara quali usa, invece di scrivere solo "antiossidanti", ti sta offrendo più trasparenza.

Gli additivi più diffusi nei prodotti del nostro database:

Zinco Vitamina D3 Manganese Rame Vitamina E Vitamina A Ferro Iodio Taurina Vitamina C Selenio Biotina Metionina

Vuoi capire caso per caso se un additivo in etichetta è un segnale di qualità o solo un tecnicismo? Le schede dei singoli ingredienti, e l'app, ti aiutano a leggerli senza allarmismi.

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Con PappaChiara scansioni il prodotto e vedi subito gli ingredienti riconosciuti, con la spiegazione di ognuno e il punteggio calcolato sul profilo del tuo cane o del tuo gatto. Gratis, per cani e gatti.

Come diamo un voto a un prodotto?

Il punteggio di PappaChiara parte da 100 e toglie punti per ogni incompatibilità, su un catalogo di migliaia di prodotti. Ogni penalità è spiegata, ingrediente per ingrediente.

Le informazioni di questo glossario hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere del medico veterinario. Per la dieta del tuo singolo animale, e in presenza di allergie, patologie o esigenze particolari, rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia.